Chi Siamo

Chi Simamo

Nome. Natale Spinella.
Professione: Architetto
Ditta: Cad Design

Alcuni cenni sulla formazione.

L’interesse per l’arte in ogni sua forma, la curiosità suscitata dalle creazioni artigianali, sin da piccolo, mi spinsero a girovagare tra scuole di musica, di pittura e botteghe artigiane. All’età di 10 anni cominciai gli studi di pianoforte, durati circa 8 anni, e parallelamente frequentai scuole di disegno e decorazioni.

Finito il liceo mi trovai di fronte ad un grande dilemma: la scelta degli studi post diploma. Le possibilità erano tre: l’accademia, il conservatorio o la facoltà di architettura. Scelsi di laurearmi in architettura e frequentai l’università di Reggio Calabria.

Durante il percorso universitario conobbi l’universo del design e della creatività attraverso lo studio di testi di Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass. Fui catturato dalla loro ricchezza creativa e dalla straordinaria personalità. Ne trassi grande giovamento didattico cogliendo dei concetti fondamentali: che non è scindibile la funzione dall’emozioni e che l’obbiettivo principale da perseguire è l’essere innovativi.

La mia esperienza lavorativa cominciò prima della laurea.

Erano gli anni 80, periodo in cui iniziava l’era dei PC, l’informatica entrava negli studi professionali e pian piano nella vita di ognuno di noi. Fu subito amore a prima vista. Il PC e le periferiche di stampa divennero immediatamente gli strumenti che mi supportarono fino alla fine degli studi universitari e nelle prime esperienze lavorative.

Entusiasta delle potenzialità dell’informatica, dopo la laurea, fondai la CAD Design service, inizialmente nata come società di servizi CAD. La conoscenza delle tecniche CAD, approfondita nel’arco di pochi anni,  fu il cavallo di battaglia della CAD Design. Grazie al mio know how ebbi l’opportunità di svolgere l’attività di docente di tecniche CAD come consulente esterno in istituti tecnici superiori e nel 1997 fui nominato dalle aziende TSA di padova e Telespazio di Roma, direttore dei lavori nel processo di informatizzazione delle mappe catastali di 25 province Italiane tra cui Roma, Firenze, Milano, Napoli e così via. Nel corso degli anni, l’evoluzione della CAD Design fu conseguente all’evolversi della tecnologia, che seguì di pari passo.

Oggi la CAD Design, supportata da tecniche CAD CAM, svolge attività nell’ambito della personalizzazione d’interni: sviluppando concetti, temi e prendendo spunto negli ambiti più svariati, crea ambienti ed elementi di arredo unici abbracciando così il mondo del “personal design”.

Domanda: cosa ispira le tue creazioni?

Risposta: in recenti articoli su riviste di settore, nelle ultime fiere dedicate all’interior design e con la nascita dei makers si evince che siamo di fronte all’era della personalizzazione e della rivincita della decorazione. Così come afferma Cinzia Felicetti, direttrice della rivista Marie Claire Maison, in un suo editoriale <Le ambientazioni spoglie e gelide, fredde e austere che fino all’altro ieri rappresentavano la massima incarnazione del bello, devono cedere il posto alla decorazione, all’accostamento audace che, anche se irrita i paladini del minimalismo, tuttavia, scalda l’animo di noi comuni mortali facendoci sentire forse più imperfetti ma sicuramente meno soli. La vera opulenza non è lo sfoggio del mobile griffato, quanto la piena espressione personale che si compie attraverso il “coraggio” di essere unici>.  Basandomi su questi concetti, pienamente condivisi e che avvalorano dei ragionamenti che perseguo già dal 2009, nei miei lavori l’ornamento, in simbiosi col design, diventa protagonista assoluto: i decori vistosi, svincolati da regole geometriche, privi di simmetria avvolgono l’oggetto con un caldo abbraccio.

Le nuove tecnologie oggi ci consentono di trasferire, su qualsiasi superficie,  immagini, idee grafiche, segni, disegni, documenti. Il ruolo dell’oggetto, che è sempre stato quello di svolgere una funzione e di occupare uno spazio calandosi in una dimensione preferibilmente sobria, evitando il più possibile di sconvolgere gli equilibri cromatici circostanti, può essere anche quello di comunicare qualcosa che rispecchi sani concetti di identità di chi vive lo spazio: la personalità, le passioni, i ricordi, un’opera d’arte, un autore, una poesia o un genere musicale. Si apre così un mondo nuovo nel quale il design, la pittura, la grafica, la tecnologia, la letteratura, la musica possono convivere in una sorta di Fusion design, in uno spazio in cui la creatività, espressa anche in termini di dissonanza cromatica, può diventare non causa di squilibrio ma generatrice di tensione, emozione, suggestione e ricerca.

Domanda: quali materiali e tecniche usi?

Come dicevo prima le nuove tecnologie ci consentono di trasferire su molteplici materiali qualsiasi tipo di decorazione. Il legno, è il materiale che prediligo per il suo calore ed il suo fascino ma nei nostri lavori i materiali usati sono molteplici: spesso usiamo la carta da parati bianca in pura cellulosa che stampiamo con grafiche personalizzate (foto 11); l’ecopelle ignifuga bianca che stampiamo per realizzare le imbottiture di sedie divani poltrone o pouff (foto 9-11); il vetro stratificato a caldo, con all’interno pellicole decorate, che usiamo per top di mobili o per realizzare porte interne (foto 12); il plexiglass, che spesso laseriamo con motivi coordinati alle imbottiture o alla carta da parati, che  utilizziamo per realizzare ante di mobili o maniglie.

Per quanto riguarda le tecniche: per le decorazione usiamo esclusivamente inchiostri ecologici. Stabilito il tema da sviluppare, tutto si organizza su pc. Vengono creati i files, a misura della superficie che devono ricoprire, che successivamente vengono stampati su vari supporti o transfer per poi essere applicati su varie superfici e con tecniche diverse a seconda del materiale da decorare.

Per la realizzazione di oggetti ex novo partiamo sempre da un tema o un concetto che trasformiamo in progetto esecutivo. Successivamente creiamo i files per il taglio CNC o laser per passare al relativo montaggio dei pezzi avvalendoci anche del supporto dell’artigianato locale.

Molto spesso ci capita di restaurare vecchi mobili come divani, poltrone, servanti, comodini e anche porte interne (foto 6), reinterpretandoli in chiave contemporanea: un mobile pescato al mercatino delle pulci, triste, abbandonato e privo di vitalità (foto 4); una poltrona pescata accanto al cassonetto della spazzatura (foto 5-9) possono diventare un omaggio alla cantante Mina (foto 8), un modo per giocare con l’arte pop di kate haring o un omaggio al grande artista Alexander Calder (foto 2)

Domanda: di quale oggetto sei particolarmente orgoglioso?

Con ogni oggetto realizzato, specie con i pezzi unici, è normale che nasca un legame emotivo; quando dietro c’è un processo lavorativo artigianale, anche se prettamente tecnologico, quando si manipola il materiale e ci si sporca le mani per farlo, quando lo si vede nascere e materializzarsi, nell’oggetto vedi una parte di te stesso. Un legame particolare è nato con un oggetto realizzato in occasione di una fiera, alle ciminiere di Catania, nel 2009, anno in cui ho cominciato l’avventura del decoro e del personal design. (foto 3). E’ un comodino in arte povera del 700 rivisitato e ispirato al pittore kate Harin. Le superfici, decorate con transfer per legno, sono ricoperte da suoi disegni e citazioni mentre lo sportellino, in plexiglass tagliato a laser e retroilluminato, riporta un motivo composto di omini intrecciati tipico dello stile di Kate.

Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?

Amo il mio lavoro, mi diverte molto svolgerlo e per questo mi ritengo una persona fortunata ma è chiaro che ognuno di noi si pone degli obbiettivi da raggiungere.

 Negli ultimi tempi ho cominciato a pensare di realizzare degli oggetti, sempre artigianali, ma da produrre in serie coinvolgendo una filiera di artigiani locali. Ci lavoro già da circa un anno ed ho realizzato dei prototipi e dei cataloghi. Sono oggetti molto appariscenti, pieni di carattere, vistosi, coraggiosi, caldi gioiosi e carichi di buon umore. Sono alla ricerca di qualcuno, altrettanto coraggioso, che decida di commercializzarli.

Una delle ultime creazioni (presente su make tank), realizzata in collaborazione con l’illustratore Giuseppe Orlando, riguarda una serie di braccialetti in ecopelle decorata che, grazie all’interesse della SAMA s.p.a., saranno esposti a Milano Unica e Modamont di parigi. Prossimo obbiettivo: esporre  alla fiera del mobile di Milano.

Didascalie foto

  • Una mia foto accanto ad un comodino dedicato a Kate Haring, oggetto a cui sono particolarmente legato, scattata a casa mia.

  • Servante restaurato e decorato con grafiche di Alexander Calder. Raffronto tra prima del restauro e dopo il restauro.

  • Comodino pop ispirato a Kate Haring con i led interni accesi che illuminano sia lo sportellino in plexiglass e legno tagliato a laser, sia l’interno dei cassetti.

  • Servante anni 60 restaurato e dedicato a Mina. Raffronto tra prima del restauro e dopo il restauro.

  • Poltroncina da camera da letto reperita tra i rifiuti e restaurata. Nella seduta e retro schienale tappezzata con tessuto stampato con grafica di Kate Haring e nello schienale interno rivestita con ecopelle nera.

  • Porta interna esistente trasformata e ispirata ad un’opera di Kandinsky.

  • Una mia foto durante la fase di ritocco di un affresco digitale realizzato sulla parete di una palestra.

  • Particolare di servante anni 60 (stesso oggetto della foto 4)

  • Poltroncina anni 60 reperita tra i rifiuti e restaurata. Le imbottiture sono realizzate in ecopelle stampata a lattice con disegni di nostra creazione.

  • Divano con struttura imbottita e tappezzata con ecopelle stampata a lattice.

  • Carta da parati disegnata per la sala riunioni di uno studio legale. Foto durante la fase finale dell’applicazione.

La nostra attività

La CAD Design è un laboratorio artigianale che si occupa di personalizzazione di oggetti di interior design. La stampa digitale a lattice, il taglio laser e il taglio a controllo numerico sono le tecniche utilizzate per creare oggetti ex novo o per restaurare e reinterpretare in chiave contemporanea oggetti di arredo usati spesso provenienti da mercatini delle pulci. Le decorazioni, realizzate con tecniche digitali, ne caratterizzano le imbottiture e le superfici lignee.